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BLOG, OSTEOPATIA PEDIATRICA

Girello e bambini: la scomoda verità

Comodo per tanti genitori quando il bimbo inizia a muovere i primi passi, il girello nasconde in realtà delle insidie per lo sviluppo motorio del bambino.

Intorno ai 10 mesi, ogni genitore si trova in quella fase in cui il bimbo và guardato a vista più di un sorvegliato speciale per qualche mese.

Gattona velocemente, si sposta ovunque nella casa ed inizia ad utilizzare gli appoggi che trova lungo la sua strada per tirarsi su.

Immagina che meraviglioso lavoro devono fare il suo sistema nervoso e i suoi muscoli:

Le gambette infatti, devono compiere un importante sforzo (quadricipiti, glutei e polpacci in particolare), i suoi centri dell’equilibrio devono lavorare sodo per non farlo cadere e quando cade, deve imparare a mettere le manine avanti per non battere il viso.

In questo momento così importante per lui e per noi, i traumi sul cranio e sul sedere (osso sacro in particolare), sono molto frequenti.

Capita così che molte mamme, per poter riuscire a svolgere le faccende di casa, alla fine mettono il bimbo nel girello.

Ma cosa succede nel sistema nervoso del bambino utilizzando il girello? Quali sono le conseguenze?

  • rallenterà lo sviluppo del tono muscolare delle gambe (meno sforzo muscolare).

  • non svilupperà le cosiddette “reazioni paracadute” (cioè non impara a mettere le mani davanti la faccia quando cade) e questo alla lunga, comporta più infortuni che se avesse fatto qualche caduta senza girello.

  • svilupperà uno schema motorio del passo alterato. Questo, si evidenzia anche a distanza di anni in bambini che hanno fatto ricorso al girello,  che continuano a camminare sulle punte dei piedi per molti anni.

In questo link, puoi leggere anche un esperimento effettuato su 200 bambini in Irlanda e i risultati che ne sono conseguiti.

Cosa fare allora se hai la necessità di sbrigare le faccende di casa ma non vuoi rischiare di lasciare vagare per casa tuo figlio?

Il mio consiglio è di utilizzare un box spazioso e lasciarlo libero, oppure distrarlo il tempo necessario sul seggiolone.

Poi, appena possibile, lasciarlo libero di giocare sui materassini.

Sarà un po’ più impegnativo gestirlo, ma lo sforzo verrà ripagato con il migliore sviluppo possibile delle sue capacità motorie.

Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo.

Alla prossima.

 

By osteopatia, 19 agosto 2017
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